venerdì 28 dicembre 2012

In Attesa del "Cenone di Fine Anno" - Riduzione di Aceto Balsamico or Reduced Balsamic Vinegar

Quest'anno né io né Andrea abbiamo alcuna voglia di buttarci nella mischia caotica delle feste di capodanno. Niente cene con i soliti piatti della solita tradizione, buoni certo ma sempre gli stessi. Abbiamo pensato a una cosa più intima e ci siamo concentrati su un menu che ci togliesse qualche sfizio. Apriremo la nostra cena con dei piccoli blinis di grano saraceno con salmone affumicato e panna acida per me e alternativa senza pesce per Andrea. Come piatto principale Andrea vorrebbe una bella fiorentina da cuocere sulla nuova grigliona che mi ha regalato per Natale, come accompagnamento contorno goloso di patate. Io opterò per una tagliata, poiché amo la carne più cotta, e la accompagnerò con della rucola e qualche scaglia di grana. Chiuderemo con un dolce al cucchiaio, magari una Foresta Nera in coppa, vedremo cosa mi dirà l'estro, ho ancora un paio di giorni per pensarci...
Per condire la mia carne ho voluto provare a fare una riduzione di aceto balsamico come ho visto in un video di America's Test Kitchen. Lo so, lo so, che c'entrano gli Americano con l'aceto balsamico? Beh io non ho pregiudizi quando si tratta di cucinare, ascolto tutte le campane. Spesso la mente non ottenebrata dai tabù della tradizione e del "si fa così perché si è sempre fatto così" ci fa scoprire nuovi orizzonti. Così come io me ne infischio del fatto che nella ricetta originale del ripieno delle mince pie natalizie ci sia del grasso di maiale che mai e poi mai userò, posso anche ascoltare una signora americana che parla di riduzioni di aceto balsamico e sapete cosa? In questo momento il mio aceto si sta riducendo a fuoco bassissimo nel suo bel pentolino. Non pretenderemo certo di avere fra le mani dell'aceto balsamico tradizionale invecchiato 25 anni ma perché non provare qualcosa di nuovo? Ci sono in giro tante ricette di riduzioni di balsamico, con aromi e tempi di preparazione vari, ma ho deciso di essere irriverente e provare proprio la versione americana. Se vi sentite un poco irriverenti come me ecco come si fa.
Si prendono 80 ml di aceto balsamico di Modena di buona qualità e si mettono in un pentolino dal fondo spesso con 1 cucchiaio di zucchero semolato e 1 cucchiaio di porto. Si porta a ebollizione a calore moderatamente basso, usate il fuoco più piccolo che avete e fate sobbollire lievemente per circa 15/20 minuti o fino a che il composto si riduce e diventa comincia ad addensarsi. Non lasciate che si addensi troppo però perché c'è il rischio di bruciarlo e poi freddando diventerà troppo colloso e impossibile da gestire. Non vedo l'ora di provarlo sulla carne e farvi sapere.

giovedì 27 dicembre 2012

La Biblioteca - Undicesima Parte or The Library, part eleven

 
 
Ecco un nuovo episodio della biblioteca culinaria, tanto per aggiornarvi sugli ultimi arrivi. Per Natale Andrea mi ha regalato due libri interessantissimi. Il primo è in inglese, sulla cucina libanese. Un libro bellissimo con la sovracopertina di textures diverse, molto semplice ed evocativa. Le pagine zigrinate mi hanno colpita piacevolmente, una novità per quanto riguarda la mia collezione di libri di cucina. La grafica è semplice, i nomi delle ricette sono in inglese e arabo, una accortezza che mi è piaciuta molto. Odio le traduzioni dei nomi di piatti che spesso ne snaturano l'essenza. Apprezzo molto che sia stata lasciato il nome originale anche se per me che non conosco l'arabo non avrebbe fatto alcuna differenza. Sono questi piccoli particolari a colpirmi quando, con immenso piacere, giro e rigiro i libri nuovi fra le mani, dò un'occhiata generale, li porto con me da una stanza all'altra e per giorni diventano anche la mia lettura da comodino. Mi addormento pensando a profumi e essenza lontane. Poi comincio a scoprire il libro in maniera più organica, lo sfoglio tutto dall'inizio alla fine leggendo almeno il titolo di tutte le ricette, mi soffermo su alcune e arrivo alla fine poi leggo l'introduzione e ricomincio a guardarlo con l'occhio di chi cerca qualcosa da sperimentare. E' un rito lungo che mi delizia, soprattutto con questi bei libri che Andrea scova per me e che io non vedo mai in libreria in mezzo ai best sellers.  Mi piacciono molto i libri che raccontano di cucine e cibi di popoli lontani, e la cucina libanese mi è sempre piaciuta molto. A Londra, dove le cucina di tutto il mondo si incontrano, ci sono ottimi localini dove poter assaggiare pietanze libanesi e io ne ho approfittato molte volte. I sapori mediterranei che si incontrano con le spezie di Paesi lontani si fondono in questa cucina, le essenze di rosa e fiori d'arancia che profumano i dolci ricordano la cucina turca, c'è fusione e ammiccamento alla Grecia, le olive, le melanzane, l'agnello. La cultura delle mezze, piccoli piatti presentati come apertura dei asti che vengono lasciato sul tavolo anche quando arriva la portata principale per poterli consumare insieme. Adoro la convivialità di questa cucina. Ora non mi resta che decidere con quale ricetta aprire le sperimentazioni.

 
 
 
 
Il secondo libro natalizio è "La Grammatica dei Sapori" di Niki Seguit edito dalla Gribaudo. Un manuale di riferimento molto interessante. Suddivide 99 alimenti in categorie per affinità di gusto e poi li abbina ad altri fornendo piccoli spunti per ricette e uso di questi alimenti. Interessanti per dare una svolta ai soliti, comprovati, apprezzati, ma pur sempre SOLITI sapori. L'ho appena sfogliato, mi sono molto piaciute le categorie, che potete sbirciare nella foto sotto e credo si possa leggere con curiosità e interesse volto alla sperimentazione. Una buona lettura quando si è alla ricerca di qualcosa di nuovo.
 

 
 

Il primo libro di Csaba dalla Zorza mi è stato regalato da Andrea che non ha realizzato chi fosse l'autrice che non ama molto. Lo ha preso più che altro per le foto e per l'ambientazione, Milano dove abbiamo abitato per tanti anni insieme. Poi a lui piace regalarmi questi libri di edizioni "ricercate" e questo era uno dei titoli disponibili. Ancora non ho avuto l'occasione di prendere spunto da questo libro, ma è certo che prima o poi si renderà utile. Il libro di James Martin invece è stato comprato a Matlock Bath, uno dei posto più brutti che abbia mai visitato in UK. Ci era stato consigliato da un autoctono che avevamo incontrato nel Peak District, luogo incantevole,  e avremmo dovuto capire che non era un granché visto che il tipo in questione ha esordito dicendo che lui non amava andare all'estero, era stato solo una volta in Spagna e non gli era piaciuta. Solo la Gran Bretagna per lui era un posto dove si poteva vivere e Matlock Bath era il paradiso terreste. Visto che passavamo da quelle parti e che il nome del posto ci sembrava simpatico abbiamo deciso di fare tappa lì un pomeriggio. Una strada con una specie di fiumiciattolo senza nessun'attrattiva da un lato e la collina scoscesa dall'altro. Negozietti tristi di "fish&chips" e attrazioni come slot machines e giochetti da luna park di terz'ordine. Ci siamo guardati in giro e, visto che ormai avevamo pagato profumatamente il parcheggio, ci siamo rifugiati nell'unica libreria sul corso. La libreria, neanche a dirlo, era veramente bruttina, ma aveva libri a poco prezzo e io mi son presa questa chicca, nel vero senso della parola, che è un compendio di tutto quello che di dolce si trova in UK. Ho usato questo libro per provare a fare una specie di pasta sfoglia semplificata che è una bontà. Viva Matlock Bath!
 

Ecco altre due chicche dal sapor d'oltremanica. "Nigella Express" me lo ha regalato Andrea, mentre il libro di Jamie Oliver l'ho comprato in libreria presa da un raptus. Adoro questi due cuochi semplici, poco raffinati e che mi sembra amino mangiare e condividere quello che esce dalle loro cucine con gli amici. Due filosofie di vita diverse, l'una più indulgente e meno attenta al conto delle calorie, altro rivolto a un pubblico giovane che vuole mangiare bene, sano e allegro. Due bei libri che sfoglio volentieri. Ancora non ho cucinato nulla dal libro di Jamie, serve organizzazione e credo che il weekend sia il momento migliore per provare a sperimentare un pasto completo con il suo metodo. Sono abituata a cucinare più cose contemporaneamente ma non sono abituata a seguire il metodo di qualcun'altro quindi non so se mi troverei bene a cucinare secondo i dettami del buon Jamie. Il fatto è che ho visto la trasmissione da cui è tratto il libro ed era molto intrigante il modo in cui in così poco tempo si possa mettere insieme un pranzo originale. Si fa presto a fare un piatto di pasta o un risotto ma è della scelta dei prodotti e dagli accostamenti particolari che mi sono lasciata incantare. Vi farò sapere come va quando provo. Sento che questo sia un libro da usare in primavera, chissà perché...
Dal libro di Nigella ho provato a fare dei biscotti al cioccolato golosissimi ed altre piccole cose. Le sue ricette sono sempre molto semplici, niente di sofisticato, ma sempre, sempre appaganti.
Tutte le ricette di questi due libri hanno in comune la facilità e la velocità nell'esecuzione. Da tenere presenti quando si ha poco tempo!

Spezie fai da te - Cajun Mix or Homemade Cajun Mix


In questi giorni ho finito il mio mix di spezie cajun e, visto che di solito lo compro in UK ho deciso di ricrearlo con le spezie che ho in casa.Mi sono documentata per capire quali sono gli ingredienti che lo compongono e visto che avevo quasi tutto in casa ho pensato di mettermi subito all'opera. In alcune ricette ho trovato fra gli ingredienti l'aglio in polvere. Io non l'ho mai usato, ho sempre in casa quello fresco, o meglio quello che si compra in capi, e quello in polvere mi è sempre sembrato uno spreco di soldi. Non sapendo poi quanto può durare la fragranza dell'aglio ridotto in polvere ho sempre desistito dal comprarlo. Ho visto però che si può fare in casa e visto che mi sono stati regalati un bel po' di capi d'aglio freschi ho pensato di provare a farlo e vedere come viene. Ma per ora ecco il mix che ho fatto per avere le mie spezie cajun. Uso molto spesso queste spezie per aromatizzare il pollo, mi piace tantissimo questo abbinamento, rende le carni saporite e briose, aggiunge spessore al tacchino e si abbina benissimo anche alle verdure saltate in padella come ad esempio peperoni, zucchini e cipolle. Sono deliziose se usate per marinare la carne per un barbecue, e secondo la cucina cajun si abbinano bene anche al pesce. La cucina cajun è tipica principalmente della Lousiana ed è stata portata in quella terra da canadesi di origine francese deportati dagli Inglesi proprio in quella regione. Si tratta di una cucina rustica, con portate a base di carne o pesce, servite con verdure e accompagnate da riso o pane di mais. Le spezie la contraddistinguono.
Ecco come ho fatto il mio mix.
 
  • 2 cucchiaini di sale fino



In una ciotola ho messo il sale, la paprika, ho macinato il pepe e polverizzato la cipolla prima di aggiungerla al mix.  In seguito ho aggiunto il pepe di Cayenna, poi ho tritato l'origano con le mani e ho aggiunto le foglioline di timo scartando i rametti. Infine ho macinato del peperoncino rosso e l'ho aggiunto agli altri ingredienti. Una bella mescolata e ho invasato il mio mix di spezie nel barattolino che conteneva quelle comprate e finite.
Sempre riciclare e riutilizzare dove si può!
Avrei voluto aggiungere anche dell'aglio in polvere, magari 1 o 2 cucchiaini, per profumare ancora di più questo mix meraviglioso,  ma fino a che non mi cimenterò nell'impresa di essiccarlo in forno e poi macinarlo credo che continuerò ad usare l'aglio fresco fatto soffriggere nell'olio prima di cuocere le pietanze aromatizzate dal mix cajun.


lunedì 24 dicembre 2012

Buon Natale! Merry Christmas!


Buon Natale a tutti quelli che mi seguono
e prendono spunto da questo blog
per provare qualcosa di nuovo in cucina.

venerdì 21 dicembre 2012

Lunch - Totani, Spezie e Semini or Squid, Spices and Seeds


Ogni tanto la voglia di calamari, totani o seppie mi prende all'improvviso, anche nel bel mezzo dell'inverno, nonostante questi siano cibi che di solito associo all'estate e alla stagione calda. Oggi ho deciso di aromatizzare la panatura con dei semini e delle spezie per smorzare il sapore forte del pesce e per dare un po' di spessore e calore al piatto. Come accompagnamento ho scelto dei rapini saltati in olio, aglio e una bella dose di peperoncino.
Ecco la ricetta della mia panatura speciale per 350 g di anelli di totani.
  • 1 fetta di pane ai 5 cereali (io ho usato del pane in cassetta comprato che ha delle belle fette spesse e morbide)
  • 1 cucchiai di prezzemolo
  • 1/2 spicchio di aglio
  • una presa di sale
  • 1 macinata di pepe nero
  • 1/8 di cucchiaino di paprika forte
  • 1/4 di cucchiaino di semi di senape neri
  • 1/2 di cucchiaino di semi di nigella
  • 1/3 di cucchiaino di semi di sesamo
  • 1 pizzico di timo essiccato
Ho messo il pane spezzettato, il prezzemolo e l'aglio in un piccolo mixer e ho ridotto il tutto in briciole. Ho versato questo composto in un piatto fondo ho aggiunto i semi e le spezie rimanenti e ho mescolato bene. Ho lavato e asciugato gli anelli di totani, li ho passato nel composto e sistemati su una teglia leggermente unta d'olio. Ho acceso il grill del forno e dopo aver cosparso i totani con un ulteriore filo ìd'olio li ho infornati per circa 5 minuti, li ho girati e infornati ancora per pochi minuti fino a completa cottura. Serviti con un contorno di rapini e fette di limone sono un piatto leggero, ricco di sapore e veloce da fare. Amo il gusto delle spezie che si fonde con il sapore del pesce e l'asprezza del limone. La morbidezza dei totani contrasta con la croccantezza della panatura accentuata dall'utilizzo dei semi. Facile, d'impatto, ottimo.

venerdì 14 dicembre 2012

Golosità Espresse - Pizza Veloce or Fast Pizza


La voglia di pizza è sempre dietro l'angolo ma non sempre si ha l'impasto pronto o il tempo di prepararlo e farlo lievitare. Ieri mattina ho fatto un giro al mercato e mentre pedalavo in sella alla mia bici tornando a casa stavo pensando a quello che avevo in frigo e che avrei dovuto usare prima della data di scadenza. Le mozzarelle! Da qui il passo verso la pizza è stato breve. Solo che era quasi mezzogiorno e, non volendo mangiare all'ora di merenda, ho pensato che potevo provare a fare l'impasto per la pizza utilizzando il lievito chimico, quello per torte salate. Detto fatto, mi sono messa all'opera e dopo dieci minuti dall'inizio dell'impresa la base per la pizza era pronta per essere stesa e cotta. Non male vero? Ecco la mia ricetta per una teglia di pizza quadrata di circa 30 cm di lato. Io ho usato la pietra refrattaria e il risultato è spettacolare tutte le volte. Questa pizza mi ricorda quelle che vendono a pezzi nei forni e nelle panetterie. Andrea che l'ha mangiata la sera riscaldata è stato piacevolmente sorpreso. Non si aspettava che fosse così buona. Da tenere in considerazione quando la voglia di pizza ci acchiappa all'improvviso.
  • 450 g di farina 0
  • 1 bustina (16 g) di lievito per pizze e torte salate Bertolini
  • un pizzico di zucchero
  • 1 cucchiaino e ½ di sale fino
  • 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 230-240 ml di acqua fredda
  • 450 ml di salsa di pomodoro
  • 2 mozzarella fiordilatte
  • origano
  • sale
  • pepe
Accendete il forno a 200° e mettete a scaldare una pietra refrattaria.
In una ciotola mescolate la farina, il lievito, lo zucchero e il sale poi aggiungete 2 cucchiai d’olio e l’acqua e mescolate con le mani o un cucchiaio fino a che quasi tutta la farina è incorporata. Lavorate poi l’impasto su un piano di lavoro fino a che risulta liscio ed elastico. Io uso una base in silicone così non devo aggiungere altra farina. Spianare l’impasto in un quadrato di circa 30 cm di lato o della grandezza della vostra teglia. Condite il pomodoro con 1 cucchiaio di olio, sale, pepe e origano. Tagliate la mozzarella a fette e tamponatela con della carta da cucina per asciugarla un po’. Sistemate l’impasto sulla pietra refrattaria o nella teglia, cospargetelo con il pomodoro e mettete a cuocere in forno per circa 15 minuti sul ripiano più basso. Passato questo tempo sfornate, aggiungete la mozzarella e infornare nuovamente per circa 8/10 minuti fino a che la mozzarella s’è sciolta. La pizza è pronta per essere servita!

giovedì 13 dicembre 2012

Pranzi Veloci - Crostoni con Broccoli, Pomodori e Mozzarella or Bruschetta with Broccoli, Tomato and Mozzarella Cheese


Spesso all'ora di pranzo sono talmente indaffarata che non ho voglia o tempo di cucinare. La soluzione migliore allora è avere qualcosa di pronto, magari preparato la sera prima o cucinare qualcosa di veloce e gustoso. Oggi mi sono preparata questi crostoni che mi hanno saziata e soddisfatta lasciandomi il tempo di fare le mille cose che ho sempre da fare nel periodo prenatalizio. Ecco cosa serve per preparare due crostoni:
  • 2 fette di pane casereccio
  • 1 manciata di fioretti di broccoli
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 cucchiaio d'olio
  • una manciata di pomodorini
  • 1 acciuga sott'olio
  • salsa Worcester
  • 1 mozzarella fiordilatte 
  • sale
  • peperoncino
  • pepe
  • origano
Per prima cosa ho messo a tostare il pane e poi ho saltato in padella i broccoli con l'aglio e l'olio. Ho salato, aggiunto un pizzico di peperoncino, ho aggiunto l'acciuga e l'ho disfatta con un cucchiaio di legno. Ho insaporito con una spruzzata di salsa Worcester e ho fatto andare per qualche altro minuto. Ho aggiunto poi i pomodorini tagliati a metà e ho saltato per altri 3 o 4 minuti. I broccoli devono essere appena teneri. Ho acceso il grill del forno al massimo, ho messo il pane su una teglia e ho sistemato i broccoli e i pomodorini sul pane.


A questo punto ho sistemato le fette di mozzarella sulle verdure, ho condito con pepe e origano e ho infornato per qualche minuto fino a far sciogliere la mozzarella.


Ho gustato i crostoni ben caldi, tutti i sapori sono distinti e si legano con il formaggio filante. Un modo nuovo per farsi una bruschetta anche in inverno. Si possono preparare i vari ingredienti in anticipo e poi comporre i crostoni all'ultimo minuto. Un'ottima idea per un aperitivo o un pranzo in piedi.

mercoledì 12 dicembre 2012

Strenne Natalizie - Liquore al Cioccolato or Chocolate Liquor


L'idea per questa ricetta l'ho rubata dal programma della Parodi. L'ho un po' modificata, come sempre, e ho ottenuto una crema di cioccolato con un che di alcolico, non troppo forte, che fa schioccare la lingua e ti fa venir voglia di chiederne ancora  un goccetto. Ho usato meno alcool rispetto alla ricetta originale e dell'estratto di vaniglia al posto della vanillina che non mi piace per nulla. A fine pasto, soprattutto a Natale, dopo aver assaggiato ognuna delle mille portate, questo liquore cremoso e corposo potrebbe benissimo sostituire il dessert. Così ecco come fare per ottenerne una bella bottigliona da tenere in frigo. Potete anche travasarlo in bottigliette più piccole, aggiungete un bel nastrino colorato intorno al collo della bottiglia, un'etichetta carina e avrete un regalo goloso pronto per essere donato.
  • 160 g di cacao amaro
  • 700 g di zucchero semolato
  • 1 litro di latte parzialmente scremato
  • 2 cucchiaini di essenza di vaniglia
  • 250/300 ml di alcool purissimo 95°
In una pentola dal fondo spesso mescolate con una frusta lo zucchero, il cacao e aggiungete piano piano il latte facendo attenzione a non formare grumi. Mettete la pentola sul fuoco e fate cuocere per circa 30 minuti, mescolando di tanto in tanto, facendo attenzione a non far bollire il composto. Una volta che il composto è stato sul fuoco per 30 minuti farlo raffreddare e quando giunge a temperatura ambiente mescolarlo e aggiungere l'alcool. Io ne ho messi 250 ml e mi sembra che questa quantità sia sufficiente a dare un tocco alcolico a questa bevanda golosa. Se vi piacciono i liquori forti però mettetene di più. Imbottigliate il liquore e conservatelo in frigo. 

martedì 11 dicembre 2012

Strenne Natalizie - Crema di Limone o Cremoncello or Lemon Liquor


Ho letto un po' in giro e poi mi sono fatta la mia ricetta. L'ho assaggiato prima di metterlo nel freezer e devo dire che il sapore è veramente unico. Cremoso e dolce al punto giusto, bello liquoroso e di un colore delicato che solo le cose fatte in casa e che non hanno visto artifici chimici riescono ad avere. Non lo avevo mai fatto e dire che è così facile. Sarà che effettivamente l'alcool per fare i liquori non è a buon mercato, ma se ci si pensa non ce ne vuole poi molto per fare dei liquori da offrire a fine pasto. Con un litro di alcool ho fatto 2 litri e mezzo di liquore al cioccolato e 1 litro e mezzo di cremoncello. Il liquore al cioccolato è in frigo e aspetta di essere imbottigliato mentre il cremoncello si sta raffreddando in congelatore e stasera sentiamo cosa ne dice Andrea che è un estimatore.
Ecco gli ingredienti e il procedimento per fare questa bevanda giusto in tempo per le festività natalizie.
  • 6 limoni non trattati (se sono piccoli anche 8)
  • 500 ml di alcool purissimo a 95°
  • 1 litro di latte (potete usare latte parzialmente scremato, oppure intero o metà latte e metà panna)
  • 750 g di zucchero semolato

Lavate i limoni in acqua tiepida poi sbucciateli con il pelapatate in modo da asportare solo la parte gialla (o verde).



Mettete le bucce dei limoni in un barattolo con la chiusura ermetica, aggiungete l'alcool, chiudete, mescolate e mettete in un luogo fresco e al riparo dalla luce per 48 ore.


Passato questo tempo scaldate il latte in una pentola e aggiungete lo zucchero, mescolate fino a che lo zucchero è sciolto e il latte è bollente. Togliete dal fuoco, fate freddare e quando il latte è ben freddo aggiungere l'alcool e le bucce alla pentola con il latte. Mescolate bene e imbottigliate avendo cura di filtrare il tutto attraverso un colino. Conservate la bottiglia in congelatore. Servito a fine pasto con dei biscottini sfiziosi o dei cioccolatini è una vera chicca.

venerdì 7 dicembre 2012

Semplicemente Cena - Fusilli con Salsiccia e Broccoli or Pasta with Broccoli and Sausage


Una salsiccia, mezzo broccolo, mezza cipolla e un filo d'olio. Ecco tutto quello che serve per preparare un saporito piatto di pasta per due, completo di carne, verdure e carboidrati, riscalda il cuore e sazia senza appesantire. Un piatto da metà settimana, veloce e senza velleità di esser alta cucina ci ha deliziato.
Ho messo a scaldare una pentola d'acqua per cuocere la pasta e nel frattempo ho suddiviso il broccolo in fioretti, tritato la cipolla e spellato la salsiccia. Ho messo un cucchiaio d'olio in una padella capiente e ci ho messo a dorare la salsiccia tagliata a tocchetti. Una volta che la salsiccia, o meglio nel mio caso salamella mantovana, è rosolata ben bene l'ho scolata in un piatto e l'ho messa da parte. Se ci fosse troppo "unto" nella padella scolatene fino ad avere giusto una velatura per soffriggere la cipolla. Dopo qualche minuto aggiungete i broccoli, saltate, aggiungete un pizzico di sale e coprite per 5 minuti per creare una camera di vapore che faccia intenerire i broccoli. Aggiungete la salsiccia e saltate a fuoco moderato. Nel frattempo cuocete la pasta e scolatela al dente. Versate la pasta nella padella, saltate per amalgamare tutti gli ingredienti, cospargete di pepe nero appena macinato o del peperoncino e servite.

mercoledì 5 dicembre 2012

Le Basi - Risotto con la Crescenza Risotto with Crescenza Cheese


Non lasciatevi trarre in inganno dalla foto poco accattivamente perché questo risottino è veramente molto, molto buono!
Ieri sera avevo troppa fame per perdermi dietro alla ricerca di un piatto colorato che contrastasse con il colore neutro del cibo o per prendere un coppapasta e dare al risotto una forma carina. Sono uscita con Andrea verso le 19, nel freddo pungente della sera e mentre lui correva io ho fatto la stessa strada in bici, un po' per fargli compagnia, un po' per sgranchirmi le gambe. Al ritorno la fame si faceva sentire e così in poco tempo, giusto quello necessario perché il riso cuocesse, ho preparato questa prelibatezza. Di per sé già molto buono può essere declinato in molte altre maniere, possono essere aggiunte delle noci tritate, o anche delle nocciole oppure si può aggiungere del formaggio erborinato per un sapore più intenso o ancora delle erbe aromatiche tritate sia fresche che essiccate, mi vengono in mente il timo fresco o del rosmarino, e che dire delle spezie come la noce moscata o la paprika? Forse una spolverata di pepe, come ha fatto Andrea, basta a dare quel tocco in più.
La ricetta è molto semplice. Ho fatto bollire dell'acqua nella quale ho sciolto un dado di brodo vegetale bio. Ho tagliato finemente mezza cipolla e l'ho fatta soffriggere in un cucchiaio di olio extravergine d'olia, a fuoco vivace, facendo attenzione a non farla bruciare. Ho aggiunto il riso (vialone nano), l'ho tostato ben bene e ho cominciato a sfumare con il brodo. A cottura quasi ultimata ho assaggiato e aggiustato di sale poi, quando il riso era cotto a puntino ho spento il fuoco, ho aggiunto una manciata di grana grattugiato e due cucchiai colmi di crescenza. Una bella mescolata per far sciogliere il formaggio e il piatto è pronto. Ho voluto mangiare il riso così com'era per la prima volta e sono rimasta piacevolmente soddisfatta. Ho sempre paura dei piatti dove vengono usati formaggi fusi, di solito li trovo troppo ricchi e stucchevoli, questa volta sono stata stupita dalla delicatezza di questo risotto. Non è insapore o di poco gusto eppure il sapore del formaggio è appena accennato e dona cremosità al risotto senza dover aggiungere il burro in fase di mantecatura. Da rifare assolutamente!

martedì 4 dicembre 2012

In Attesa del Natale - Zenzero Candito or Candied Ginger


Una delle spezie che mi piacciono di più sia nella cucina salata che nei dolci. Adoro i biscotti allo zenzero, le casette di pan di zenzero sono veramente carine e il suo profumo mi ricorda che  si avvicinano le feste. Lo preferisco nella sua versione fresca, ho sempre qualche rizoma di zenzero in frigo, anche se nel mio chai e nei dolci uso quello in polvere. Lo zenzero candito poi è una droga per me, succhiare un pezzettino di zenzero candito e sentire in bocca il piccante e il dolce legati dal suo profumo è una delle gioie dell'inverno. Finito il primo pezzo ecco che vado a cercarne un altro...
E' difficile trovarlo in giro, a Milano lo compravo durante le festività natalizie nelle fiere, ma qui non lo trovo e così lo faccio da sola, non è difficile, ci vuole solo un po' di tempo e visto che il tempo a me non manca ecco che mi metto ai fornelli. Beh, l'unica cosa che prende materialmente tempo è sbucciare lo zenzero e tagliarlo a fettine sottili, il resto è questione di cottura. Si procede coprendo lo zenzero d'acqua fredda e portando questa a bollore. Si fa bollire per 5 minuti e poi si scola. Si ripete questo procedimento per un totale di 3 volte per attenuare un po' il sapore forte dello zenzero, senza però toglierli il suo gusto tutto unico. Fatto questo si copre ancora lo zenzero di acqua fredda, si porta di nuovo a bollore e poi, a calore moderato, si fa cuocere per circa 40 minuti fino a che diventa quasi trasparente e abbastanza morbido. Si scola, si pesa e si mette in una padella o pentola larga che lo contenga in un solo strato. Si aggiunge pari quantità di zucchero semolato, qualche cucchiaio d'acqua ( per 200 g di zenzero e 200 g di zucchero io ne ho messa 2 cucchiai) e poi si mette la pentola al fuoco e si fa sciogliere e caramellare  lo zucchero. Si prepara un foglio di carta da forno cosparso con qualche cucchiaino di  zucchero semolato e quando quasi tutto il liquido della padella è evaporato e lo zucchero è brunito si versa lo zenzero sulla carta da forno facendo attenzione perché è molto, molto caldo e il caramello è veramente tremendo se viene a contatto con la pelle. Una volta che lo zenzero si è intiepidito chiudete il foglio di carta da forno come un sacchettino e scuotetelo in modo che lo zenzero si ricopra bene di zucchero. Conservate lo zenzero in vasetti di vetro, decorateli e regalateli per Natale. E' un dono originale e può essere mangiato così come bon-bon oppure utilizzato in preparazioni dolci.


lunedì 3 dicembre 2012

Reinterpretazioni - Chilli con Carne a Modo Mio or Chilli con Carne My Way




La prima volta che ho cucinato il chilli con carne è stato a Londra insieme a Robyn, mia amica e coinquilina, in occasione di festa che davamo a casa nostra. Abbiamo comprato un pentolone per l'occasione e ci siamo cimentate nell'impresa seguendo una ricetta di Jamie Oliver. E' venuto buonissimo. Tutti si sono complimentati con noi e hanno fatto onore al nostro chilli. La casa era gremita di amici e sfornita di sedie così tutti si servivano e poi andavano ad accoccolarsi dove meglio credevano. E' stata una bella serata e ha lasciato in me la sensazione che il chilli fosse un cibo da servire quando si è in tanti. Oggi però ho deciso di provare una ricetta che ho letto online da qualche parte, modificandola negli ingredienti, soprattutto aggiungendo la cannella, il peperoncino e la paprika, che nella ricetta Londinese erano presenti, e di unire agli ingredienti anche i  fagioli rossi, che non è chilli se non ci sono fagioli! 
Ecco le dosi per 4 persone.
  • 1 cucchiaio di olio d’oliva
  • 1 cipolla dorata media
  • 2 piccoli scalogni
  • 2 spicchi d’aglio
  • 350 g carne di manzo tritata (20% di grasso)
  • 1  cucchiaino e ½ di cumino in polvere
  • ½ cucchiaino di paprika forte
  • ¼  di cucchiaino di cannella
  • un pizzico di peperoncino
  • sale
  • 100 g mais in scatola
  • 1 zucchino medio
  • 200 g di fagioli rossi in scatola
  • 400 g di pomodori a pezzi in scatola
  • 400 g di pomodori pelati
Mettete l’olio in una padella capiente e scaldatelo, tritate finemente la cipolla, gli scalogni, l’aglio e fateli soffriggere per qualche minuto mescolandolo fino a che non diventano morbidi e trasparenti. Aggiungete la carne e fate cuocere a fuoco medio fino a che comincia a dorarsi. Aggiungete il cumino in un angolo della padella e fatelo soffriggere nell’olio per 1 minuto, mescolate e aggiungete le altre spezie e un pizzico di sale. Scolate il mais e i fagioli, sciacquateli bene e uniteli alla carne, tagliate lo zucchino a dadini e aggiungetelo agli altri ingredienti. Fate cuocere per circa 5 minuti a fuoco vivace. Aggiungete poi i pomodori pelati, i pomodori a pezzi, mescolate e fate cuocere a fuoco medio per circa 30 minuti o fino a che la salsa  si è ristretta- Assaggiate e aggiustate i sale e peperoncino a seconda del vostro gusto. Servite con del riso tipo thai o basmati cotto a vapore o della pasta tipo rigatoni al dente. Naturalmente è ottimo anche accompagnato da tortillas, guacamole e panna acida.

giovedì 29 novembre 2012

After Dinner - Meringhe alla Menta & Cioccolato or Mint and Chocolate Merengue

 

Chissà perché in questo periodo dell'anno scatta in me la voglia di sfornare meringhe. Soprattutto piccole meringhette da servire dopo cena, con il caffè o al momento del tè. Quest'estata ho comprato in Inghilterra una boccetta di essenza di menta, qui non riesco a trovarla, e stavolta le meringhe le ho fatte aromatizzate. La ricetta è la solita, ho solo aggiunto un poco, per Andrea forse un po' troppo, di essenza di menta. Certo era solo un albume e io ho messo un cucchiaino di essenza. Non avendola mai usata non credevo che fosse così potente! Comunque una volta incorporata l'essenza ho messo la meringa nel sac-a-poche ho fatto delle piccole meringhe posandole su una teglia ricoperta di carta da forno e le ho cotte a 100° per circa 1 ora. Le ho lasciate asciugare poi nel forno spento con lo sportello leggermente aperto per far uscire il vapore e poi le ho decorate con del cioccolato fondente che avevo sciolto in una pentola a bassissima temperatura. Ho usato un "biberon" da cucina, in pratica una bottiglietta di plastica con il tappo a beccuccio con un foro piccolissimo, molto utile per questi tipi di preparazione. Una volta che il cioccolato è asciutto si possono mettere le meringhe in un contenitore a chiusura ermetica e si conservano per qualche giorno.  

lunedì 26 novembre 2012

C'è un Tempo per ogni Cosa - Biscotti Natalizi al Cardamomo e Arancia or Christmassy Orange and Cardamom Biscuits


Fine novembre è un buon tempo per cominciare a sperimentare nuove ricette per le festività natalizie. Stasera sto sperimentando questi biscotti, la ricetta è sul numero di dicembre di Goodfood che è forse, insieme a quello di gennaio, quello che aspetto con più ansia. Capita che le mie riviste facciano dei giri strani dall'Inghilterra a qua e ogni tanto qualche copia si perde. Viene prontamente rimpiazzata ma un pizzico d'ansia c'è sempre. Il numero di dicembre però è arrivato nella cassetta della posta senza problemi già n paio di settimane fa e io lo sto sfogliando, rimirando e mi sto facendo un po' di idee anche se questo per me è un periodo frenetico.
L'idea di provare questi biscotti m'è venuta non appena ho letto la ricetta. La combinazione arancia e cardamomo è sempre stata una delle mie preferite, ricordo che proprio leggendo la ricetta per una torta con questi due ingredienti si accese in me, tanti tanti anni fa, la curiosità per questa spezia deliziosa. Il cardamomo è una spezia profumatissima che può essere utilizzata in preparazioni sia dolci che salate. A me piace molto nelle pietanze a base di carne della cucina indiana, nelle torte e anche per aromatizzare il caffè. E' uno degli ingredienti del Chai, il tè indiano dolce e speziato, il mio preferito in inverno. Del cardamomo si usano i semi che si trovano all'interno di una capsula, di solito di colore verde chiaro. Si apre la capsula e i semi, profumatissimi, vengono pestati e aggiunti alle preparazioni. La fragranza del cardamomo svanisce in fretta e quindi è bene conservare i semi nelle loro capsule e aprirle via via che le adoperiamo.
Tornando ai biscotti, ho pensato di provarli per portarli domani all'incontro del nostro Circolo di Lettura. Di solito mi lascio tentare da qualcosa di "cioccolatoso" ma stavolta ho pensato di cambiare. Se i biscotti verranno buoni ne farò un po' la settimana prima di Natale, farò un forellino sulla sommità e poi li appenderò all'albero. Nella ricetta si dice che si conservano 2 settimane in una scatola di latta, o 1 settimana sull'albero, credo proprio che ne farò un'infornata. Intanto in casa il profumo di queste delizie ha perfino svegliato Mr P. che è arrivato in cucina incuriosito o forse, più verosimilmente, per vedere se c'era qualcosa per lui. Con una dose ho ottenuto 30 biscotti, la ricetta parla di un tagliabiscotti di 8 cm, il mio è più piccolo, ma mi piaceva la sua forma così ho usato quello. Inoltre ho usato dei tagliabiscotti più piccoli, di chiara ispirazione natalizia, per imprimere la loro forma in mezzo al biscotto e l'atmosfera festiva è già qua!
Facile facile, arriva la ricetta.
  • 6 capsule di cardamomo
  • 200 g di farina (io ho usato la 00)
  • 50 g di farina di riso
  • 140 g di burro
  • la buccia grattugiata di 1 arancia non trattata
  • 100 g di zucchero a velo + un poco per cospargere sopra i biscotti
  • 1 tuorlo
Aprire le capsule di cardamomo e pestare i semi in un mortaio, o in un piccolo tritatutto come ho fatto io. Versare le farine in un mixer con la polvere di cardamomo. Tagliare il burro a cubetti e aggiungerlo alla farina insieme alla buccia d'arancia. Azionate il mixer per pochi secondi alla volta fino a ottenere un composto che somiglia a briciole di pane. Aggiungete lo zucchero e mescolate brevemente. Aggiungete poi il tuorlo e 2-3 cucchiaini di acqua fredda. Azionate il mixer fino a che l'impasto non comincerà a compattarsi. Versatelo su un foglio di pellicola per alimenti, compattatelo con le mani, schiacciatelo fino a ottenere un disco e mettetelo in frigo per 15 minuti. Prendete metà dell'impasto, stendetelo e con una formina ricavate dei biscotti, rimpastate i ritagli e ricavate altri biscotti. Se avete delle formine natalizie più piccole del tagliabiscotti premetele leggermente sulla superficie dei biscotti per ottenere delle decorazioni. Mettete i biscotti su una teglia rivestita con carta da forno e fate riposare in frigo per 30 minuti. Fate lo stesso con il resto dell'impasto.
Accendete il forno a 180°.
Cuocete i biscotti per circa 10 minuti o fino a che i bordi cominciano a dorarsi. Fateli freddare su un griglia e poi decorateli con una spolverata di zucchero a velo per far risaltare le decorazioni, se le avete fatte e per dare un ulteriore tocco di dolcezza in ogni caso.

 

sabato 24 novembre 2012

Esperimenti - Focaccia Morbida con il Malto or Soft Focaccia with Malt Extract


Questa sottilissima fetta di focaccia è tutto quello che è rimasto della teglia che avevo infornato. Ho preparato un po' di impasto seguendo la ricetta di base usando della farina bramata al posto della manitoba e dimezzando le dosi. Con metà dell'impasto ho fatto un pain d'epi per far felice Andrea, con il resto dell'impasto ho preparato una focaccia. Ho aggiunto all'impasto morbido, nella ciotola, un cucchiaino di malto, ho lavorato bene con una spatola per incorporarlo e poi ho versato nella ciotola un cucchiaio di olio extravergine d'oliva.  Ho usato la tecnica della focaccia morbida per la lievitazione e quando l'impasto è stato ben gonfio l'ho steso su una teglia leggermente oliata, cotto in forno a 230° per 12/15 minuti ne è uscita una focaccia non troppo alta ma morbidissima, deliziosamente profumata d'olio e con un retrogusto appena accennato di malto. Andrea l'ha divorata, devo dire che effettivamente è una delle focacce più buone che abbia mai fatto. Brava me!

venerdì 23 novembre 2012

Incontri Insospettabili - Zuppa di Cozze or Mussel Chowder


Ecco un modo diverso di preparare una zuppa di pesce. Semplice, che non si devono cuocere teste e carcasse di pesce (cosa che mi fa un po' senso e non riesco ad affrontare); saporita perchè il fondo di verdure aggiunge spessore al piatto; bella da vedere che non guasta agli occhi e al cuore. Le cozze sono state scelte per una questione di praticità: le avevo in casa e dovevano essere consumate. Più spesso si trovano ricette di chowder con le vongole, piatto molto diffuso nel New England proprio nella versione che prevede panna o latte e assolutamente niente pomodoro. Io ho optato per questa versione perchè la cozza con il pomodoro mi sa molto di estate e Mediterraneo, volevo qualcosa di diverso, di più delicato.
Le dosi riportate sono per 2 persone se si serve questa zuppa come piatto d'apertura per una cena a base di pesce, magari una bella orata arrostita in forno su un letto di verdure.
  • 1 carota
  • 1 porro piccolo
  • ½ cipolla dorata
  • liquido di cottura delle cozze
  • 50 ml di vino bianco secco
  • 200 g di cozze sgusciate + qualche cozza con il guscio per decorare
  • 60 ml di panna fresca
  • 1 cucchiaino di prezzemolo fresco tritati
  • sale
  • pepe o peperoncino

Lavate e pulite le cozze poi fatele aprire le cozze in una pentola incoperchiata nella quale avrete versato mezzo bicchiere di vino bianco secco. Sgusciate quasi tutte le cozze lasciandone qualcuna con il guscio. Affettate sottilmente il porro e la cipolla, tagliate la carota per la lunghezza e poi affettata sottilmente, fate soffriggere queste verdure per 10 minuti nell’olio. Aggiungete l’aglio, mescolate e cuocete per 1 minuto.  Scolate il liquido di cottura delle cozze con un colino rivestito di garza, aggiungete l'acqua necessaria per ottenere 200/250 ml di liquido che verserete nella pentola con le verdure insieme al vino e fate sobbollire per 10 minuti. Aggiungete le cozze sgusciate e la panna. Fate sobbollire a fuoco moderato per 5 minuti. Assaggiate aggiustate di sale e pepe o peperoncino e aggiungete le cozze con il guscio, io non le avevo perché avevo già pulito tutte le cozze quando ho pensato di fare questa ricetta, fate scaldare per un paio di minuti, cospargete  con il prezzemolo tritato e servite questo piatto accompagnandolo con del pane rustico.  A me piace aggiungere anche del mais precotto in questa preparazione e a volte se ho una patata lessata in frigo ne aggiungo po’ di quella tagliata a dadini, proprio all’ultimo minuto, giusto per riscaldarla.

 

W lo Zenzero or We Love Ginger!


Oggi voglio condividere un trucchetto per togliere la buccia dallo zenzero. In questo periodo ne faccio largo uso, m'è venuta la fissa per i cibi speziati, per le preparazioni indiane e asiatiche in genere che come base hanno spesso della polpa di zenzero e d'aglio. Le spezie mi piacciono molto, mi piace sperimentare e provarne di nuove, cerco sempre di comprarne quando viaggio, mi sono portata anche delle bacche e delle spezie selvatiche dall'Australia! Mi piace usare le spezie e i condimenti per insaporire le verdure, per preparare piatti veloci di carne o i tagliolini cinesi, alcune, come il cardamomo o l'anice stellato sono ottime nei dolci. Lo zenzero, con il suo sapore fresco e pungente è una delle spezie che prediligo. Ho scoperto che per sbucciarlo basta un cucchiaino! Si gratta la buccia e questa viene via senza fare fatica. Si possono seguire facilmente le varie diramazioni delle radici, anche se è sempre meglio comprare dei pezzi di zenzero che non siano troppo contorti. Niente più coltelli o sbucciapatate per lo zenzero, lo affronteremo dolcemente...con un cucchiaino!

giovedì 22 novembre 2012

Una Buona Merenda - Ravioli di Sfoglia con Gelatina di Sambuco or Sweet Ravioli with Elderflower Jelly

 
In frigo c'è spesso una confezione di sfoglia fresca, pronta per essere usata. Oggi ho controllato la data di scadenza e visto che si stava avvicinando ho pensato di fare un po' di ravioli dolci. A Andrea piacciono quelli che fa sua nonna per carnevale, fritti, l'impasto che racchiude la marmellata di prugne o di castagne una spolverata di zucchero a velo. Spero che la mia versione non lo deluda. Questo sono cotti al forno, e per addensare la gelatina di sambuco, dono della mamma di una mia amica, ho aggiunto al ripieno dei biscotti ai cereali sbriciolati.
Ecco le dosi per circa 12 ravioli.
  • 1 confezione di pasta sfoglia fresca
  • 2 cucchiai colmi di gelatina di sambuco
  • 3 biscotti ai cereali
  • zucchero semolato
  • 1 uovo sbattuto

Sbriciolate i biscotti e mescolateli con la gelatina di sambuco. Questo piccolo espediente serve ad addensare al gelatina e a impedire che fuoriesca dai tortelli durante la cottura.
Accendete il forno a 200°.
Con un piccolo stampino rotondo, ho uno di quei set per tagliare e chiudere i ravioli, tagliate la sfoglia in tanti piccoli cerchi, riempiteli con un cucchiaino di gelatina, inumidite i bordi e sigillateli. Spennellate i ravioli con l'uovo, cospargeteli con lo zucchero e cuoceteli in forno per 12 minuti o fino a che non risultano ben gonfi e dorati. Fate intiepidire su un griglia prima di servire.

mercoledì 21 novembre 2012

Inaspettatamente - Le Cozze Gratinate di Buddy or Buddy's Gratinated Mussels


E chi lo avrebbe mai detto che il Boss delle Torte mi avrebbe ispirato un piatto di cozze?
Le sue torte sono un po' troppo decorate, troppo glassate, troppo zuccherose per i miei gusti, anche se devo ammettere che ammiro la maestria e la destrezza delle persone che lavorano in quella pasticceria. I piatti spesso solo pseudo-italiani che presenta nel suo programma di cucina sono sempre troppo ricchi, abbonda di burro senza pudore, i condimenti sono sempre superabbondanti e gli spicchi d'aglio sono sempre 7 o 8, forse che l'aglio in America non sa di nulla?
Ma torniamo alle nostre cozze, la ricetta era così semplice che mi ha stupita e più degli ingredienti è il metodo che mi ha convinta a provare. Certo con un marito che il pesce non lo mangia la soddisfazione è solo a metà, ma ho voluto provare comunque tanto è originale e veloce il metodo di cottura. Ho sempre visto farci le cozze una a una per farle gratinate e sinceramente tutto quel lavoro mi ha sempre tenuta lontana dal provare a farle. Il metodo di Buddy è favoloso e superveloce. Io ho cambiato un po' di cosette qua e là ma il metodo è lo stesso.
Per prima cosa si prepara è il pangrattato. Ho preso due fette di pane in cassetta  e l'ho tritato nel frullatore poi l'ho fatto asciugare per qualche minuto in una padella capiente a fuoco medio. Appena il pane ha cominciato a dorarsi l'ho aromatizzandolo con dell'aglio tritato sottile o schiacciato e del prezzemolo, lavato asciugato e tritato finemente. Si aggiunge anche un poco di sale, un bel pizzico di peperoncino e un bel giro d'olio. La ricetta prevedeva anche del grana grattugiato ma io non l'ho messo perché non mi piaceva l'idea del formaggio nelle cozze. Non ho le dosi precise, sono andata un po' a occhio, tutto dipende dal quantitativo di cozze che si preparano e dalla grandezza della padella. Bisognerà avere abbastanza pangrattato aromatizzato per ricoprire il fondo della padella dove finiremo di cuocere le cozze.
Quello che ho modificato veramente è la preparazione delle cozze perché nel programma televisivo venivano aperte con un coltellino prima di cuocerle. A me l'idea di aprirle forzandole non mi piaceva perché mi hanno insegnato che le cozze che non si aprono in padella vanno buttate, se le apro io come faccio a sapere se son buone oppure no?
Così le ho pulite e poi le messe in una pentola nella quale ho versato mezzo bicchiere di vino bianco secco. Ho fatto cuocere le cozze per qualche minuto nella pentola chiusa con un coperchio poi le ho tolte dal fuoco. Ho buttato la parte del guscio senza il mollusco e ho messo il mezzo guscio con la cozza direttamente nella padella con la cozza a contatto con il pangrattato. Ho sistemato tutte le cozze a raggiera e le ho fatte cuocere per qualche minuto coprendole con un coperchio. Poi ho preso un piatto, l'ho messo sulle cozze, l'ho coperto con un canovaccio, per evitare che eventuale olio bollente mi bruciasse e ho capovolto la padella. Voila! Ecco le cozze ripiene pronte per essere servite in tavola. Il poco liquido delle cozze ha impregnato il pangrattato aromatizzato e gli ha dato quel buon sapore di mare che contraddistingue questo piatto. Una delizia semplice e veloce da preparare, adatta come antipasto per un pranzo a base di pesce o anche per un aperitivo. Ora devo trovare qualcuno per condividere questa bontà!

domenica 18 novembre 2012

Una Domenica di Novembre - Hot-Pot ovvero Stufato all'Inglese con Patate

 
Per il pranzo di oggi ho prepararato uno stufato supersaporito. Seguendo le indicazioni semplici e sbrigative di Jamie Oliver ho preparato la carne, l'ho cotta in pentola e poi ho finito di cucinarla in forno sotto una copertura da spesse fette di patate aromatizzate con del timo fresco. La preparazione non richiede particolare sforzo, serve solo un po' di tempo, a mio avviso è una ricetta da provare quando si è invasi dalla pigrizia domenicale, si mette un grembiule, si prepara il pranzo e poi ci si accoccola sul divano con una rivista, un po' di musica in sottofondo e si aspetta che il pranzo sia pronto.
Poi in questa casa ci piacciono proprio queste preparazioni di ispirazione inglese! Il manzo cotto nella birra e nel pomodoro, con una base di verdure soffritte, la carne che si disfa in bocca, proprio come da manuale per uno stufato come si deve, la copertura di patate insieme morbide e croccanti sul bordi. Cosa possiamo volere di più. Un po' di pane fresco, un contorno di verdure di stagione appena scottate e il pranzo domenicale va da sé. Chiudiamo con un buon apple crumble e siamo soddisfatti.
Ecco come si procede per una teglia per 4 persone.
 
  • 3 foglie di alloro o 3 rametti di timo
  • 500 g di manzo da stufato tagliato a cubetti
  • 500 ml di birra scura, tipo Guinness
  • 2 gambi di sedano
  • 2 cipolle di medie dimensioni
  • 2 carote
  • 1 cucchiaio colmo di farina
  • 400 g di pomodoro a pezzi (in barattolo)
  • sale
  • pepe
Per la copertura:
  • 600 g di patate medie
  • qualche rametto di timo
  • olio extravergine d'oliva
  • sale
  • pepe
  • olio d'oliva
Tritate grossolanamente le carote, il sedano e le cipolle mettetele in una pentola con un bel giro d'olio, l'erba aromatica che avrete scelto e fate soffriggere per 10 minuti. Aggiungete la carne, la farina, mescolate per un minuto e poi aggiungete la birra e il pomodoro. Mescolate, condite con un cucchiaino scarso di sale, del pepe macinato fresco e portate a ebollizione. Mettete un coperchio sulla pentola e fate cuocere per un paio d'ore o fino a che la carne risulta tenera. Cuocete ancora per 30 minuti senza coperchio, mescolando spesso per non far attaccare il sugo sul fondo della pentola. Togliete le foglie d'alloro o i rametti di timo.
Mentre la carne cuoce pelate le patate e cuocetele per 10 minuti in acqua bollente salata. Scolatele e fatele intiepidire. Tagliatele a fette spesse circa 1 cm.
Accendete il forno a 190°.
Versate lo stufato cotto in una pirofila, ricoprirlo con le patate sistemate a raggiera, conditele con un filo d'olio qualche foglia di timo, sale, pepe e infornate per circa 40 minuti. Sfornate e attendete qualche minuto prima di servire.

sabato 17 novembre 2012

Nuovi Incontri - Penne con Cavolo Rosso, Pancetta e Ricotta or Penne with Red Cabbage, Pancetta and Ricotta Cheese


Oggi ho deciso di sperimentare un nuovo di tipo di condimento per la pasta. E' nato mentre cucinavo e al momento si assaggiarlo è piaciuto sia a me che ad Andrea. I sapori del cavolo e della pancetta affumicata si combinano bene, un ottimo sostituto alla pancetta potrebbe essere lo speck. Il profumo del carvi rende il piatto decisamente invernale e ricorda le gite in montagna, i caminetti accesi e la neve che fiocca.
Ecco la ricetta per il sugo di cavolo e pancetta.
Questi quantitativi sono abbastanza per condire 320 g di pasta, 4 porzioni quindi.
  • 100 g di pancetta affumicata a dadini
  • 200 g di cavolo cappuccio rosso tagliato a listarelle sottili
  • 1 scalogno affettato finemente
  • 2 cucchiai di olio extravergin d'oliva
  • 1 pizzico di semi di carvi (cumino dei prati)
  • 1 cucchiaio di panna acida
  • 3 cucchiai di ricotta vaccina
  • sale
  • pepe macinato fresco
Mettete a scaldare l'olio in un tegame  e fate soffriggere la pancetta a fuoco medio fino a che non diventa croccante. Scolate la pancetta in un piatto e versate nella padella il cavolo, lo scalogno e i semi di carvi,  fateli cuocere per 5 minuti mescolandoli spesso. Aggiungete una presa di sale e una macinata di pepe . Abbassate il fuoco, coprite e fate cuocere per altri 5 minuti. Quando il cavolo risulterà ben cotto, fate attenzione a non far bruciare lo scalogno, aggiungete la pancetta e mescolate. Togliete dal fuoco. Al momento di cuocere la pasta riaccendete il fuoco sotto il condimento di cavolo e pancetta e aggiungete la panna acida e la ricotta. Mescolate bene e aggiungete qualche mestolino di acqua di cottura della pasta per ottenere una salsa cremosa e omogenea. Scolate la pasta al dente e conditela nel tegame del condimento. Servire ben calda.

mercoledì 14 novembre 2012

Comfort Food - Tapioca Pudding


Una delle cose che mi piacciono di più in assoluto quando si parla di dolci è la torta di riso. Semplice, senza pasta frolla, solo il riso cotto nel latte, con lo zucchero e altri aromi che rendono questo dessert delicato e goloso. Ricco eppure non stucchevole. Lo adoro. E non lo faccio mai perché Andrea ama il riso solo nei risotti.
Una cosa che stranamente piace ad Andrea è il tapioca pudding. Mistero misterioso visto che praticamente è fatto come il pudding di riso. E' come l'insalata di farro che va bene mentre l'insalata di riso no. Il riso non può essere usato se non per le versioni canoniche per cui è conosciuto da queste parti. Vallo a capire...
Comunque inoltrandoci nella stagione fredda si sente il desiderio di dolci caldi, di conforto culinario sotto forma di piatti che ricordano il cibo dell'infanzia e anche se non siamo cresciuti a latte e tapioca questo dessert riporta indietro nel tempo.
Ecco come si fa per 4 porzioni:
  • 65 g di perle di tapioca
  • 720 ml di latte intero
  • 1 pizzico di sale
  • 80 g di zucchero
  • 1 baccello di vaniglia o 1 cucchiaino di essenza di vaniglia
 
Versate 180 ml di latte in una pentola di medie dimensioni dal fondo spesso, aggiungete la tapioca e lasciate in ammollo per 1 ora. Passato questo tempo aggiungete il sale, lo zucchero, il latte rimanente e i semi di vaniglia che avreste estratto dal baccello (si taglia il baccello in due nel senso della lunghezza, poi si passa la lama del coltello su tutta la lunghezza all'interno del baccello stesso in modo da prelevare tutti i minuscoli semini che sono al suo interno). Se usatel'estratto di vaniglia aggiungetelo solo dopo aver cotto la tapioca. Portare a ebollizione a fuoco moderato mescolando di tanto in tanto e poi cuocere la tapioca tenendo il fuoco moderato in modo che la preparazione bolla appena e fate cuocere per circa 20 minuti o fino a che le perle di tapioca non diventano trasparenti e morbide. Fate attenzione a che il preparato non attacchi sul fondo della pentola, mescolate spesso o continuamente, se avete tempo mentre la tapioca cuoce. Una volta pronta fatela intiepidire prima di servire. Questo pudding è buono così com'è, si possono però aggiungere della frutta secca, dell'uvetta, del cocco grattugiato, una spolverata di cannella (come faccio io), della noce moscata o un cucchiaio della marmellata preferita. C'è chi aggiunge anche un tuorlo d'uovo, non limitate la vostra fantasia, sbizzarritevi e provate questo dessert!


venerdì 9 novembre 2012

L'Autunno Incontra L'Inverno -Torta Speziata di Pere, Frutta Secca e Cioccolato or Pear, Chocolate and Mixed Fruit Spiced Cake


Stiamo entrano nella stagione fredda e non c'è niente di meglio di una bella fetta di torta con una tazza di caffè americano o del buon tè. Non c'è niente di meglio per accogliere gli amici che passano a fare gli auguri di Natale nel periodo festivo oppure può essere un regalo goloso per un invito a cena. Non servono occasioni speciali però per provare questa torta. L'aspetto all'interno è variegato, la frutta secca, le gocce di cioccolato e i pezzetti di pera rendono la torta poco compatta, si sbriciola un po' mentre si affonda la forchetta, ma il gusto sottile delle spezie, le diverse consistenze e la copertura di cioccolato e panna acida la rendono veramente unica.
Non è difficile da fare, è meglio se preparata il giorno prima e glassata il giorno in cui si vuole consumare. Si prepara la glassa lo stesso giorno della torta e poi si mette in frigo per farla addensare.
Ho trovato la ricetta sul numero di ottobre di Goodfood e nelle indicazioni si dice che questo quantitativo  è abbastanza per 10 fette. Io di fette ne ho fatte 12 e belle grosse. Che gli Inglesi si stiano ispirando alle porzioni degli Americani?
Io ho cambiato un po' le dosi della frutta secca omettendo le noci macademia e aumentando le dosi delle mandorle.
Ecco come si fa.
 
Per la torta:
  • 250 g di burro fuso, più una noce per ungere la teglia
  • 250 g di zucchero
  • 200 g di farina autolievitante
  • 50 g di farina integrale
  • 100 g di mandorle tritate finissime
  • 1 cucchiaino di lievito in polvere
  • 2 cucchiaini di mixed spice
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • un po' di noce moscata grattugiata
  • 50 g di nocciole tritate finemente
  • 50 g di pistacchi tritati finemente
  • 100 g di mandorle non pelate tritate finemente
  • 100 g di gocce di cioccolato
  • 3 uova grandi
  • 1 cucchiaio di estratto di mandorle
  • 2 pere sbucciate e tagliate a dadini
Per la copertura:
  • 300 ml di panna acida
  • 100 g di cioccolato fondente
  • 100 g di cioccolato al latte
Accendete il forno a 180°.
Imburrate la base e i lati di una teglia a cerniera da 10 cm di diametro e rivestitela con della carta da forno. In una ciotola mescolate le farine, lo zucchero e 100 g di mandorle tritate finissime, il lievito e le spezie. In una piccola ciotola mescolate la frutta secca e tenetene da parte 2 cucchiai colmi per la copertura, mettete il resto nella ciotola con il mix di farina. Aggiungete le gocce di cioccolato e mescolate bene. Con una frusta sbattete le uova, il burro fuso e l'estratto di mandorle. Versate questo composto nel mix degli ingredienti asciutti  e con un cucchiaio di legno amalgamate bene. Aggiungete le pere a dadini e mescolate. Versate il composto nella teglia e cuocete in forno per circa 40 minuti. Poi ricoprite la teglia con dell'alluminio e fate cuocere ancora per 20 minuti. Fate la prova dello stecchino di legno per controllare se la vostra torta è ben cotta, poi mettetela a raffreddare su una griglia da pasticcere per alcune ore. Consevatela nella teglia fino al momento di ricoprirla con la glassa di cioccolato. Per fare la glassa mettete in una pentola la panna acida e il cioccolato fondente e quello al latte spezzettati grossolanamente e scaldate a fuoco dolce mescolando fino a che il cioccolato è completamente fuso. Versate la glassa in un contenitore e mettetela in frigo a solidificare. Al momento di glassare la torta sformatela, togliete la carta da forno, posatela sulla griglia da pasticcere e glassatela utilizzando una spatola. Una volta glassata la torta cospargete la superficie con la frutta secca che avevate tenuto da parte. Ora la torta può essere messa su un piatto da portata e servita ai vostri ospiti.

martedì 6 novembre 2012

Prepariamo le Basi - Mixed Spice


Siamo ai primi di novembre e io comincio e buttar giù piani d'azione per per feste natalizie e a cominciare a preparare le cose che hanno bisogno di qualche settimana di riposo prima di essere consumate. E' tempo di mettersi sotto con l'essenza di vaniglia, con i vari dolci che devono essere cotti e poi imbevuti di alcolici profumati per farli maturare ed arrivare a Natale ricchi di sapore. E' tempo di preparare il ripieno per le mince pies, e di selezionare i mix di spezie che si useranno per le nostre preparazioni. Io adoro il profumo delle mixed spice, un insieme di cannella, pepe della Giamaica, noce moscata e zenzero che racchiudono i ricordi di festa. Mi ricordano il panforte e i cavallucci, che adoro, e tutte le altre preparazioni profumate che si trovano a partire da questo periodo.
Ho preparato un po' di questo mix di spezie e voglio condividerlo con voi. Potete usarlo anche nelle preparazioni di tutti i giorni, nella torta margherita, nel cake con la frutta secca daranno subito un sentore di festa e calore. Il profumo che si sprigiona nella cucina mentre si prepara questo mix è fantastico. Viene voglia di tirare fuori gli addobbi natalizi e darsi da fare in giro per la casa!
Ecco come si prepara.
 
  • 1/2 cucchiaio di pepe della Giamaica in polvere
  • 1/2 cucchiaio di cannella in polvere
  • 1/2 cucchiaio di noce moscata grattugiata
  • 1 cucchiaino di mace (mallo di noce moscata essiccato)
  • 1 cucchiaino di chiodi di garofano macinati
  • 1 cucchiaino di semi di coriandolo in polvere
  • 1 cucchiaino di zenzero in polvere
     
Mescolate tutti gli ingredienti e riponeteli in un vasetto con chiusura ermetica e conservare in un luogo fresco e lontano dalla luce.

martedì 30 ottobre 2012

Trick or Treat - Gratin di Zucca or Pumpkin au Gratin

 
 
Ieri ho intagliato la zucca che avevo comprato in Baviera una settimana fa. Sul ciglio della strada si vedevano ogni tanto dei cumuli di zucche e dei cartelli come quello nella foto sotto. In pratica si potevano comprare le zucche scegliendole, guardando quanto costavano e lasciando i soldi in una cassettina. Un po' come l'Honesty Bookshop di Hay on Wye dove i libri sono negli scaffali all'aperto a disposizione di tutti, niente commessi. Come resistere? Ho scelto la mia zucca, l'ho portata a casa e ieri ho tirato fuori i ferri del mestiere, mi sono messa a intagliare e in poco tempo ho intagliato la mia zucca.
 
 
Ho tenuto la polpa, molto fibrosa e dal profumo poco intenso e l'ho messa da parte per preparare un gratin. Adoro questa preparazione, non so da dove arrivi la ricetta, è un cavallo di battaglia della mamma che lo ha sempre fatto. Io che apprezzo la zucca in ogni sua declinazione devo dire di avere un debole per il gratin e stavolta ho voluto provare a farlo per non sprecare questa zucca poco saporita. Ho chiesto la ricetta alla sorella numero tre e mi sono messa all'opera. La ricetta è semplice e come tutte quelle che ci passiamo chiacchierando al telefono non ha dosi ma è fatto di "un po' di questo e un po' di quello". Sono sicura però che con un po' d'occhio, che quello ci vuole sempre in cucina, sarete in grado di riprodurre questa bontà senza difficoltà. Si parte facendo soffriggere della cipolla tritata e del prezzemolo in un po' di burro. Io ho aggiunto un po' d'olio. Poi si fa a pezzi la zucca sbucciata e la si aggiunge al soffritto. Si sala e si fa cuocere coperta a fuoco moderato fino a che la zucca è morbida. Si mette la zucca cotta in una ciotola, si aggiunge un po' di noce moscata grattugiata, del pepe nero macinato al momento, del parmigiano grattugiato e si assaggia il composto per aggiustare i condimenti. A questo punto si aggiungono due pugnetti di riso, io ho usato del vialone nano ma credo che qualsiasi tipo di riso per risotti vada bene. Poi si aggiungono le uova fino ad ottenere un composto molto morbido. Imburriamo una teglia, la cospargiamo di pangrattato e versiamo il composto nella teglia. Cospargiamo la superficie con dell'altro pangrattato e mettiamo in forno a 180° per circa 30/40 minuti. Fino a che il riso è cotto. Si mangia calda, come contorno a un piatto di carni arrosto, oppure tagliata a piccoli quadrotti come aperitivo o come merenda golosa accompagnata da salumi.
 

Questa foto per dare un'idea della consistenza prima della cottura.

Mettiamoci all'opera...

Ecco la zucca intagliata, ora una pulita, un goccio di colla per ovviare a un "piccolo incidente" di percorso

Ecco la zucca sul balcone in attesa della sera per poter essere illuminata.

lunedì 29 ottobre 2012

A Tutto c'è Rimedio - Passato di Verdura or Mixed Vegetable Soup


Per pranzo ho scongelato del passato di verdura. In estate, quando le verdure sono saporite e mature, preparo dei passati di verdura che congelo e poi via via che l'inverno avanza mi regalo un po' di sapori ricchi e genuini. Il passato di oggi era di colore chiaro e all'assaggio c'era un gusto preponderante di rapa. Anche se le verdure mi piacciono tutte, volevo stemperare un po' questo sapore forte ma soprattutto volevo che il passato fosse denso e vellutato. Al momento di riscaldarlo mi sono accorta che le fibre delle verdure e la parte liquida si erano separate, non so a cosa sia dovuto, forse al tipo di verdura usato, forse all'alta percentuale di liquido nella preparazione. Ho deciso di provare ad addensare il passato con della maizena stemperata in mezzo bicchiere di latte che avrebbe aiutato a rendere il sapore più delicato. Ho anche aggiunto un paio di croste di grana lavate e grattate. Ho scaldato il passato a fuoco moderato mescolando spesso e il risultato è stato davvero ottimo. Il grana ha dato un tocco di sapore e la maizena mi ha regalato la densità che cercavo.

sabato 27 ottobre 2012

Esperimenti - Brodo con il Soffritto or Vegetable Stock

Con le ultime risorse del congelatore ho deciso di fare un bel risotto di zucca. Di solito cucinao il risotto con del brodo di dado vegetale bio e granulare vegetale, ma di dado in questa casa non ce n'è da settimane. Così ho optato per un brodino vegetale veloce fatto in casa, non ci vuole poi molto. Peccato che non c'erano le verdure di base, solo una cipolla in frigo. Che fare? Beh, ho preso 3 bei cubettoni di soffritto (carota, sedano e cipolla) che ho preparato quest'estate e li ho messi in pentola. Ho aggiunto la cipolla sbucciata nella quale ho conficcato un paio di chiodi di garofano, uno spicchio d'aglio, qualche grano di pepe nero, un paio di bacche di ginepro, dei gambi di prezzemolo, una presa di sale marino, ho aggiunto acqua fredda e ho portato a bollore scoperto. Ho fatto sobbollire per 30 minuti e poi ho colato il brodo. E' venuto molto saporito, sembra un po' la minestra di sassi della fiaba, con niente sono riuscita a fare una cosa decente. Certo ho usato l'ultima cipolla per fare il brodo. Ora come lo faccio il soffritto per il risotto? Mmmm, un'ultima ispezione con le testa nel congelatore e ho trovato un barattolino con su scritto sull'etichetta "porro soffritto per risotto". Ora, non è questa fortuna? Ah, anche la zucca era in congelatore, che dire, ora è praticamente vuoto, ma mi sento molto orgogliosa di me stessa, ho nutrito la nostra piccola famigliola con quello che c'era in casa per 2 settimane.
Certo ora una bella spesa ci sta proprio!

venerdì 26 ottobre 2012

Diamo Fondo alla Dispensa - Salamelle, Ceci e Fagioli Rossi in Umido or Sausage Stew with Chickpea and Borlotti Bean


Ecco ritornati dalla mini vacanza in Baviera dove abbiamo passato il tempo vagabondando per le campagne tedesche baciate dal sole. La cordialità della gente, i panorami stupendi e le buone birre ci hanno fatto dimenticare Parigi e lo smacco del volo cancellato. Siamo partiti nel fine settimana e così non abbiamo fatto la spesa, non l'avevamo fatta neppure la settimana prima e così questa è la terza settimana di fila che viviamo di quello che abbiamo nella dispensa e nel freezer. Il frigo è praticamente vuoto, a parte un po' di burro, il grana e della cotognata. Così ho scongelato delle salamelle e ho deciso di farle in umido con i borlotti. Peccato che di borlotti in dispensa neanche l'ombra. E nemmeno di cannellini! Sono andata vedere cosa era rimasto e ho trovato dei ceci e dei fagioli rossi. Potevano andare, dovevano andare per forza, altro non c'era. Così ho spellato la salsiccia, l'ho tagliata a bocconcini e l'ho rosolata in una pentola con un filo d'olio, poi l'ho metta in un piatto e nella stessa pentola ho fatto andare un po' di soffritto e uno spicchio d'aglio tritato, ho aggiunto della passata di pomodoro, sale, pepe e ho portato a bollore. Ho aggiunto la salsiccia, i ceci e i fagioli rossi scolati e sciacquati e ho fatto sobbollire per 15 minuti a fuoco dolce. Verso fine cottura ho aggiunto un po' di erbe di Provenza. Ho servito con del buon pane tedesco di farina di segale che avevo fatto in giornata. Prima di venir via siamo passati da un supermercato in Baviera dove Andrea ha comprato alcune birre e io mi sono lanciata nel reparto spezie e condimenti, ho comprato dei noodles per fare degli stir-fry di carne e verdure e una confezione di questo preparato per fare il pane. Ne ho presa una sola perché non sapevo come sarebbe venuto e con il senno di poi, e dopo l'assaggio, avrei dovuto prenderne di più. Ora dovrò provare a fare questo pane da sola, chissà se ci riuscirò...